MotoleseSimona Motolese, 32 anni, di Lizzano, comune in provincia di Taranto, è moglie e neo-mamma di un bellissimo bebé.

Segni particolari: ama il volontariato, i bimbi e da anni fa di tutto per far crescere il proprio territorio. Dallo scorso mese di gennaio è anche presidente dell’associazione “Le Famiglie… al Centro” che, oltre a gestire il Nido e la Scuola dell’Infanzia “San Pasquale Baylon”, opera a 360 gradi sul territorio di Lizzano e della provincia tarantina, con incontri di formazione dedicati anche all’adozione e all’affido familiare.

Da anni ti occupi di volontariato sociale, dedicato sopratutto alle famiglie e ai bimbi. Come mai questa scelta?

Mi sono avvicinata al mondo del volontariato quasi per caso. Essere volontario di un associazione ha delle risorse nascoste, delle ricchezze di cui non siamo completamente consapevoli. Credo che le associazioni di volontariato possano svolgere un ruolo educativo. Promuovere il volontariato tra i giovani vuol dire far crescere dei cittadini consapevoli. Per quanto riguarda la mia personale esperienza, l’associazionismo mi permette di crescere dal punto di vista dell’autonomia e autostima. Imparare a discutere, negoziare, decidere. Risolvere problemi, adattarsi, partecipare, proporre. Riconoscere e misurarsi con la diversità. Rapportarsi con le istituzioni.

Fra qualche settimana, ripartirà il percorso informativo e formativo dedicato all’adozione e all’affido familiare intitolato “Il Villaggio di Stellina”, unico nel suo genere in tutta la provincia tarantina. In un momento storico in cui si parla sempre più di calo demografico, fertilità e sterilità, quanto è importante puntare l’attenzione anche su questi temi?

L’idea di un luogo in cui ci si potesse formare e informare è nata proprio dall’esperienza fatta da alcuni di noi in gruppi specifici fuori dalla provincia jonica. Nella zona da Taranto in giù, però, non vi era nessuna realtà di questo tipo. Ed ecco che abbiamo deciso di far nascere “Il Villaggio di Stellina”, a Lizzano, in cui è possibile formarsi, informarsi, ma anche ricevere sostegno prima durante e dopo i percorsi di adozione, accoglienza e affido. L’adozione e l’affido, sono temi molto delicati che non sempre trovano risposte adeguate presso i servizi sociali, un po’ per il carico di lavoro di questi ultimi, un po’ per il timore delle famiglie e delle coppie di esporre dei dubbi e delle paure che possano sminuire il valore di questi gesti. Nel nostro gruppo tutti sono interessati agli stessi temi e le risposte si possono trovare anche tra chi ha già fatto il percorso, scambiandone e condividendone emozioni e sentimenti. La formazione, invece, segue un programma biennale, che attraverso l’ausilio di professionisti e testimonianze, tocca tutti gli aspetti del tema adozione/affido da quello giuridico, a quello sanitario, a quello psicologico e pedagogico. Il sostegno durante l’adozione e l’affidamento, o al termine di un affido si articola in percorsi individualizzati con gli esperti.

Quanto è difficile essere una associazione nel nostro territorio? 

Le difficoltà che incontriamo sono tante e devo dire che sono il sale di ogni associazione di volontariato. Spesso aiutano a crescere tanto l’associazione quanto le persone che ci lavorano all’interno. Si può facilmente immaginare che la mancanza di fondi è uno scoglio spesso insuperabile. Inoltre, in passato c’era più voglia di partecipare e di farsi coinvolgere: adesso, al contrario, siamo sempre più chiusi in noi stessi, sia perché la crisi economica ti impone di concentrarti su come arrivare a fine mese, sia perche si ricercano maggiormente le proprie soddisfazioni personali senza pensare al prossimo e, di conseguenza, il volontariato viene messo in secondo piano.

Per quella che è la tua esperienza a contatto con i bambini ed i loro genitori, quali sono i problemi che maggiormente affliggono oggi le famiglie?

Oggi la famiglia ha tanti problemi, ma non è il problema della società. Dovremmo cominciare a riscoprirla come la principale risorsa su cui puntare, perche la famiglia è un vero capitale umano, sociale, oltre che economico. Bisogna creare attorno alla famiglia una rete di sostegni e aiuti che permettono di superare le difficoltà cui deve far fronte ogni giorno: l’aumento di separazioni e divorzi, la mancanza di lavoro e di prospettive future per i propri figli. 

Cosa significa essere mamma, moglie e donna in carriera in Puglia? Quali sono le difficoltà maggiori che ti trovi ad affrontare quotidianamente per cercare di conciliare tutto?

Conciliare famiglia e carriera non è facile per nessuna donna che lavora. Da sole non si può fare tutto, ma io mi ritengo una donna davvero molto fortunata: ho una famiglia che mi ha sempre sostenuta e che mi aiuta molto sia in casa che con mio figlio. Una fortuna che auguro a tutte!

 

Valentina Palumbo

direttorenoidonne@noidonne.net

 

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