seccaÈ noto che la frutta secca sia molto ricca dal punto di vista energetico, ma è anche vero che se assunta quotidianamente e nelle giuste e moderate dosi ha innumerevoli proprietà benefiche per il nostro organismo e svolge un ruolo protettivo verso quelle patologie, definite malattie del benessere, che oggi colpiscono un’enorme fetta della popolazione, come diabete, iperolesterolemia ed obesità.

Siamo abituati a identificare come frutta secca solo quella “lipidica”o “oleosa”, come noci, nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi,etc.; ma nella categoria della frutta secca rientrano anche quelle definite “glucidiche”, poiché contenenti una quantità maggiore di zuccheri, come albicocche, ananas, mele, uva, banane, datteri, prugne, fichi, mirtilli, mango, ecc., che sono facilmente reperibili in forma disidratata o candita.

Essendo più comune il consumo di frutta secca “lipidica” è opportuno sottolineare che questa tipologia di frutta secca è particolarmente ricca di proteine e molto energetica, non a caso è molto utilizzata da soggetti vegetariani e vegani, per colmare l’assenza dei grassi animali, e dagli sportivi sia per lo sprint energetico prima di un’attività fisica sia per recuperare le forze dopo uno sforzo fisico intenso.

Analizzando la frutta secca più comune è importante menzionare le noci, che risultano essere la frutta secca più salutare per il cuore; contengono, infatti, acidi grassi Omega 3 ed Omega 6, ed arginina che riducono il livello di colesterolo nel sangue e proteggono dalle malattie cardiache. Contengono anche notevoli quantità di acido folico che favorisce la riduzione del colesterolo.
Inoltre, le noci sono considerate un’importante fonte di antiossidanti grazie al loro contenuto di vitamina E che previene l’invecchiamento, alcuni tipi di cancro e le malattie cardiovascolari. La noce fornisce anche  vitamina B1 e B6 che aiutano il buon funzionamento di muscoli e cervello, e minerali quali rame, zinco, fosforo e magnesio, che è un antidepressivo naturale. La presenza di fibra, inoltre, aiuta il transito intestinale e previene molti tipi di cancro, come quello al colon.

Vi sono anche le nocciole, le quali contengono acidi grassi insaturi Omega 3 ed Omega 6 che aiutano a controllare i processi infiammatori e forniscono anche molti minerali come il rame, il magnesio, il calcio ed il potassio e sono una buona fonte naturale di vitamina E che agisce come antiossidante dei tessuti del corpo umano; anche esse contengono le fibre che facilitano il transito intestinale e le vitamine del gruppo B come la B6 e lacido folico, importante per una gravidanza sana e per la salute del neonato.
Non bisogna dimenticare le mandorle, le quali contengono acidi grassi insaturi Omega 3 e Omega 6 ed un loro consumo regolare aiuta a controllare i processi infiammatori, abbassa il livello di colesterolo e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre le mandorle, per il loro alto contenuto di vitamina E, forniscono una dose extra di antiossidanti.
Inoltre nelle mandorle è presente un alto contenuto di fibre, e di minerali come calcio, magnesio, potassio, rame,fosforo e zinco.
Sono raccomandate in particolar modo alle persone con alti livelli di colesterolo o che soffrono di problematiche ossee, nervose o cardiache; inoltre, per la forte presenza di magnesio, sono assolutamente consigliate alle donne per ridurre i disturbi della sindrome premestruale.

Da non dimenticare i pistacchi e gli anacardi che come i precedenti sono un’ottima fonte di proteine vegetali e sono entrambi ricchi di minerali, vitamina E, B1 e B2 e acido folico ed aiutano a controllare la pressione arteriosa e a ridurre i livelli di colesterolo e  trigliceridi.

Tutte queste benefiche proprietà, però, non devono giustificarne un uso sconsiderato e incontrollato, poichè la frutta secca deve essere consumata quotidianamente ma con moderazione, si consiglia infatti di consumarla lontano dai pasti principali (ottima da consumare durante lo spuntino!)  e non al termine come molte persone fanno.

Inoltre è importante ricordare che la frutta secca commercializzata con il proprio guscio è sempre da preferire rispetto a quella tritata o sgusciata, poiché spesso quest’ultima, anche se conservata in contenitori sigillati, viene addizionata con antiossidanti artificiali,  che sono necessari per evitare l’irrancidimento dei grassi e prolungare i tempi di conservazione ma contemporaneamente ne alterano bontà e qualità.

Alessia Andrisano

https://www.facebook.com/AlessiaAndrisanoNutrizionista/

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