papà“È davvero un buon padre quello che conosce suo figlio”

William Shakespeare

Ed è con questa citazione che iniziamo questo giorno dedicato ai nostri supereroi, i papà. Una domenica differente dalle altre, vero? Leggendo in giro, cercando qualcosa da proporvi sulla festività, ho trovato pensieri profondi da cui traggo adesso le mie conclusioni.

Il papà è diverso da un padre. Il papà è colui che ti alleva, il tuo riferimento, la persona che ti aiuta a sorridere mentre piangi. Non necessariamente bisogna condividere lo stesso sangue per essere il papà del proprio figlio. La parola “Padre” è un termine troppo generico, inutile per poter definire il rapporto di amicizia e fiducia con il proprio papà.

“Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, l’ha catturato per sempre.”

Gabriel Garcia Marquez

Il mio editoriale “speciale” di questo tiepido 19 marzo 2017 lo voglio dedicare a loro, ai papà. A chi tutti i giorni, tornato a casa dopo il lavoro, si intrufola nella camera del proprio bambino a dargli il bacio della buonanotte. Dedicato a quei papà che tutti i giorni devono combattere, a quelli che non si sono mai arresi dal vincere quelle battaglie che la nostra vita ci scaglia contro, a coloro che quella battaglia l’hanno persa a testa alta, ma ci hanno lasciato troppo presto, non potendo vedere i propri bambini diventare adulti. Dedicato a quei papà che sono fieri dei propri figli e ai figli orgogliosi dei propri eroi.

Com’è il mio papà? Con la testa a forma di pallone da calcio. Non passa minuto senza che lui nomini il campo dove deve delineare i confini o che il telefono squilli per un allenamento bloccato improvvisamente da un temporale. Ma alla fine è un uomo d’oro, ci scorniamo parecchio (lo ammetto), ma se così non fosse, non ci sarebbe gusto nell’averla sempre vinta.

Se non fosse per lui, non avrei tante aspettative per il futuro, non sarei mai andata al cinema il giorno dell’uscita di Hunger Games piuttosto di Allegiant. Questa è la bellezza di avere un papà fanboy, una persona che sa che quando vedo la pubblicità di un profumo e c’è Theo James bisogna stare zitti ad ammirarlo. Un uomo che quando ci si mettono i libri c’è sempre la priorità di acquistarli (anche prima del pane dal fornaio per mangiarlo a pranzo).

Un uomo che quando prendi un brutto voto a scuola, anche se fa tanto la voce grossa finisce con il confortarti per poi raccontarti un aneddoto buffo sulla sua vita scolastica. Un adulto dall’animo giovane e sempre con il sorriso sulle labbra. Non potrei chiedere papà migliore.

Auguri Mister, questo lo dedico a te e a tutti i papà del mondo.

Francesca

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