acquaBuongiorno miei fanciulli dalle mille identità! Arriva il fine settimana e si può finalmente stare all’aperto a godersi il “sole”! Ma dove si è visto il sole in questi giorni? Solo acquazzoni su acquazzoni, durati sì e no due secondi, chiamiamole bombe d’acqua!

Più o meno da sabato scorso si aggiravano dei nuvoloni grigi e tristi che a me mettono così tanta allegria mentre leggo (sono strana). Ma in realtà, non ha piovuto, anzi, il tempo è rimasto stabile e io ho passato la mattinata a Uggiano lol.

La domenica il fantomatico Meteo di mamma, portava come previsioni pioggia, pioggia e pioggia. E c’era il sole che spaccava le pietre. Immaginatevi me con la camicia e il maglioncino di cotone sotto il sole mentre giocavo a pallavolo nell’oratorio!

Ma ora arriviamo alla mia classica perla di saggezza della settimana, ovvero giovedì mattina. Vi descrivo la situazione: fine sesta ora a scuola, faccio lo zaino di fretta ed esco dalla porta. Lì la professoressa urla qualcosa tipo “Ma proprio ora doveva mettersi a piovere?” vado nel panico perché temo di non avere un ombrello.

Così apro lo zaino in mezzo al corridoio cercando follemente un ombrello tra i libri, ne trovo uno rannicchiato tra il diario e gli astucci, lo afferro mentre scendo le scale, chiudo lo zaino. Ipotizzo di essere Flash, e fuori di scuola il putiferio.

Genitori che cercano i propri figli sotto il porticato, ingorghi tra i ragazzi e tutto quello che si dovrebbe evitare durante le mattinate piovose, ma andiamo avanti con la mia disavventura. Se c’è una cosa che ho imparato delle giornate con la pioggia, è mai aprire l’ombrello con accanto almeno venti persone, così faccio a slalom tra quelli altrui fino ad arrivare al parcheggio.

Apro l’ombrello e inizio a camminare verso la macchina di mio papà. Vi lascio immaginare le macchine che si sono accumulate con il passare dei secondi, il vento mi ha sgarrato le aste del tessuto dell’ombrello e poi la vedo: la macchina. Vado per attraversare la strada e poco ci mancava che prendevo un “lago” di acqua piovana.

Quindi torno indietro cercando il posto meno galleggiante da cui potessi attraversare la strada. Le ultime parole famose: attraverso in mezzo ad uno stagno dove a momenti si vedevano le rane saltare su e giù. Le mie scarpe in cotone, i calzini, i piedi e i pantaloni si inzuppano, ed io cammino a fatica con quell’acqua fredda sulla pelle. Arrrghhh.

Arrivo sul marciapiede, ormai vicina alla macchina, e sento un’onda fredda venirmi sui piedi. Era il tubo dell’acqua di scarico dell’acqua piovana. Apro in velocità la portiera della macchina ficcandomici dentro. Mio papà mi guarda tipo “Cos’hai fatto?” ed io lì che lo guardavo “Eh, ma sai, si stava giusto abbattendo il karma su di me” due secondi dopo essere entrata nella macchina ha smesso di piovere. Siamo seri?

E a voi è mai capitato di essere stati presi di mira da una bomba d’acqua? O dal karma? Raccontatemi con un commento le vostre disavventure con la pioggia. Io vi mando un grosso bacio, a sabato prossimo!

Plutarch prepara il cannone *fischio di Rue*.

Francesca

http://www.noidonne.net/wp-content/uploads/2016/10/Un-posto-allacqua.pnghttp://www.noidonne.net/wp-content/uploads/2016/10/Un-posto-allacqua-150x150.pngFrancesca PalumboLe rubriche di NoiDonneTeen Lifeacqua,bombe,ombrello,pioggia,sabato,scuola,settimanaBuongiorno miei fanciulli dalle mille identità! Arriva il fine settimana e si può finalmente stare all'aperto a godersi il 'sole'! Ma dove si è visto il sole in questi giorni? Solo acquazzoni su acquazzoni, durati sì e no due secondi, chiamiamole bombe d'acqua! Più o meno da sabato scorso si...